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Tramite la dimostrazione nel paragrafo relativo al calcolo corretto di una scommessa, abbiamo capito come il book suddivide le sue percentuali negli incontri e, basandosi anche su software statistici, crea le quote. Possiamo tranquillamente affermare che il bookmaker darà sempre qualche punto percentuale aggiuntivo al segno favorito, in quanto sa che la maggior parte degli scommettitori (il mercato) propenderà spesso e volentieri per il segno del favorito. Così facendo, sa anche che il maggior volume di gioco verrà effettuato su quel segno; questo il motivo sostanziale per il quale abbassa ulteriormente la quota del favorito: per sua tutela. Ragioniamo, a questo punto, in questi termini: nel corretto calcolo della scommessa, spesso e volentieri noteremo che avremo un vantaggio nel giocare la quota dello sfavorito. E se le nostre percentuali sono corrette, come precedentemente dimostrato, giocare la quota alta è spesso vantaggioso. Vi dimostro ora, come lo sia anche per un altro motivo. Supponiamo di giocare sistematicamente le quote che variano tra 1.3 e 1.5, perché siamo convinti (erroneamente) che giocando sempre i favoriti, possiamo stare tranquilli in quanto sono appoggiati dalla quota. Come precedentemente riferito, questo è sbagliatissimo, in quanto se vincessero sempre i favoriti, i bookmaker presto dichiarerebbero bancarotta. Supponiamo comunque, per toglierci il dubbio, di giocare per 10 partite, le seguenti quote: 1.3, 1.3, 1.3, 1.3, 1.3, 1.5, 1.5, 1.5, 1.5, 1.5. Giochiamole singolarmente e ipotizziamo di giocare su ogni singola le unità necessarie per far si che ogni singola indovinata ci dia un saldo netto di 10 unità. (Ad esempio, per vincere 10 unità, giocando una singola ad 1.3, dovremo giocarne 30.8, mentre giocando ad 1.5, dovremo impegnarne 20 per ogni singola. Per fare tutte le giocate, quindi, impegneremo un capitale di 254 unità.) Immaginiamo di indovinarne 4 con quota 1.3 e 3 con quota 1.5. Alla fine delle nostre 10 giocate, avremo il seguente saldo netto: -0,8 unità avendone investite la bellezza di 254 ed avendo indovinato ben 7 pronostici su 10. Proviamo invece ora a giocare l’inverso, ovvero le 3 giocate che abbiamo sbagliato. Tramite calcoli che spiegheremo successivamente, sappiamo che l’opposto della quota 1.3 è esattamente 4.33, e l’opposto della quota 1.5 è 3. Per vincere 10 unità, con ogni singola, sappiamo che dobbiamo impegnare in totale un capitale di 40 unità (3 unità per ogni singola a quota 4.33 e 5 unità per ogni singola a quota 3.) Indovinandone soltanto 3/10, alla fine dei conteggi, avremo il seguente saldo netto: +3 unità. E non dimentichiamoci della quantità di unità investite. (254 nel caso delle favorite, contro le solo 40, nel caso delle sfavorite). Proviamo ad analizzare un caso singolo, e vi porgo una domanda: supponiamo che io sia uno che giochi le singole a quota 1.20. Mettiamo caso che io sbagli un pronostico; quante ne dovrò indovinare ora, per recuperare esclusivamente la somma che ho investito giocando sulla quota 1.20, poi rivelatasi errata? Il conto è semplice, in quanto per recuperare la somma giocata a quella quota, dovrò indovinare almeno altre 5 giocate consecutive. (E non è affatto semplice come si possa pensare). Supponiamo invece di fare l’opposto, come prima, e di giocare il contrario alla quota di 5. Eventualmente la sbagliassi, quante ne devo indovinare per recuperare i soldi spesi? Beh, essendo l’inverso della quota, è anche l’inverso del risultato, quindi mi basterebbe indovinarne 1 sulle prossime 5, per rientrare dei soldi spesi. Immaginiamo di indovinare la terza giocata, ed a questo punto possiamo tranquillamente affermare che oltre ad aver recuperato i soldi spesi, abbiamo anche qualche unità di attivo, e soprattutto ci restano ancora 2 tentativi per raccogliere ulteriore utile. Chiaro il discorso? |